Giovedì 1° ottobre Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, è salito agli Erzelli per incontrare Generative Bionics, la società di robotica umanoide che ha sede nel parco. Con lui c’erano Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, e Gianmario Verona, presidente dell’Istituto Italiano di Tecnologia. A presentare l’azienda è stato l’amministratore delegato Daniele Pucci.
La parte centrale della visita è stata una dimostrazione dal vivo di GENE.01, la piattaforma umanoide sviluppata a Genova. Il robot è coperto di sensori ed è progettato per lavorare in sicurezza accanto alle persone, negli stessi spazi. Pucci ha ricordato che il primo esemplare è stato sviluppato in sei mesi e che i primi casi d’uso industriali sono già in sperimentazione: l’obiettivo dell’azienda è portare i robot dentro i processi produttivi delle imprese in tempi più brevi.
Per il ministro, quello che ha visto agli Erzelli dice qualcosa sul Paese. «L’Italia ha tutte le condizioni per diventare uno dei leader mondiali nella robotica avanzata e nell’Intelligenza Artificiale fisica», ha detto Urso, indicando l’esperienza di Genova come «un esempio concreto delle potenzialità nazionali in un settore destinato a trasformare profondamente i processi produttivi e organizzativi».
La visita è arrivata a due giorni dalla firma del protocollo d’intesa con Eni, annunciato mercoledì 30 settembre, con cui le due aziende valuteranno dove impiegare GENE.01 negli impianti del gruppo energetico. Prima ancora, a febbraio, c’era stato l’accordo con Fincantieri per le linee di saldatura dei cantieri navali. «Il progetto industriale di Generative Bionics ha tutti i requisiti per essere protagonista in un settore che presenta prospettive di crescita esponenziali nei prossimi anni», ha detto Pucci al ministro.
Generative Bionics è nata dalla ricerca sulla robotica umanoide dell’Istituto Italiano di Tecnologia e ha sede agli Erzelli, in via Enrico Melen. Ha avviato l’attività a dicembre 2025 con un round da 70 milioni di euro, a cui hanno partecipato aziende e fondi tra cui CDP Venture Capital, AMD Ventures ed Eni Next. Dieci mesi dopo, secondo la Repubblica, le persone che ci lavorano sono più di cento.
