Paviera: «Una brutta notizia, ma il Parco non si ferma e vuole crescere»

Ericsson ha aperto a Genova una procedura di licenziamento collettivo per 131 dipendenti. Giovanni Maria Paviera, amministratore delegato di Genova High Tech, chiama la notizia con il suo nome e allo stesso tempo esclude che tocchi il percorso del parco tecnologico scientifico: il cantiere della Nuova Scuola Politecnica avanza, la gara per l’ospedale ha una nuova scadenza al 15 novembre, la proposta di project financing per la cabinovia arriva in Comune entro l’anno.
Giovanni Paviera

Ericsson ha aperto a Genova una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 131 dipendenti. È il numero più alto mai raggiunto in una sola volta in città nel settore, e arriva dopo i tagli già avvenuti nel febbraio 2025.

Giovanni Maria Paviera, amministratore delegato di Genova High Tech, la società che gestisce il parco tecnologico scientifico degli Erzelli, non ha attenuato il giudizio. «È innegabile che si tratti di una brutta notizia e che l’impatto umano e professionale sui lavoratori coinvolti sia rilevante», ha dichiarato a la Repubblica. Sulla natura della decisione ha aggiunto un elemento che riguarda direttamente la collina: «Dai primi elementi non emerge una scelta di sfiducia verso la location di Genova o verso la Liguria, bensì una riorganizzazione complessiva che prevede la chiusura o la riduzione di specifiche attività di ricerca e sviluppo a livello di gruppo».

Martedì Genova High Tech incontrerà la dirigenza dell’azienda per capire le intenzioni sulla struttura di ricerca. In parallelo il confronto è aperto con Comune e Regione. L’obiettivo che Paviera indica è «salvaguardare le competenze e mantenere il presidio scientifico».

Le persone, e cosa può fare il Parco

I profili coinvolti sono «altamente qualificati, molti sono giovani e con un percorso accademico e tecnico di altissimo profilo». Agli Erzelli lavorano ogni giorno oltre duemila persone, e la presenza di aziende in crescita rapida può offrire uno sbocco a quelle professionalità. Genova High Tech sta verificando le opportunità di assorbimento all’interno delle realtà già insediate e valuterà anche i profili che potrà assorbire direttamente.

Qui il Parco fa il lavoro per cui esiste. «L’obiettivo del Parco è proprio quello di fare da catalizzatore», dice Paviera.

Perché lo sviluppo va avanti

Alla domanda se il ridimensionamento di Ericsson rischi di mettere in discussione il progetto Erzelli, la risposta è stata: «Assolutamente no. Il Parco vive della dinamica propria dei mercati ad alto contenuto tecnologico: ci sono aziende che si riducono e altre che nascono e si espandono».

L’esempio citato è Generative Bionics, nata come spin off dell’IIT sulla collina e oggi realtà industriale consolidata, che continua a crescere e ad assumere. A luglio il suo robot umanoide Gene01 ha debuttato negli Stati Uniti sul palco di AMD Advancing AI 2026.

Cosa c’è sul calendario

Nuova Scuola Politecnica. Il cantiere della nuova sede sta procedendo a ritmo sostenuto. «La componente universitaria e scientifica darà una spinta decisiva al Parco nei prossimi mesi», dice Paviera.

Ospedale. La Regione ha prorogato al 15 novembre i termini della gara, su richiesta di un operatore privato interessato al progetto. Paviera lo legge come un segnale di attenzione del mercato. L’incontro tra la parte accademica, l’ospedale e la ricerca dell’IIT sulla collina è quello che, nelle sue parole, «renderà Erzelli un polo unico in Italia per medicina computazionale e biotecnologia».

Residenze. È in definizione un piano per 500 posti letto, di cui oltre il 70% gestito in affitto, rivolto a studenti, ricercatori, docenti e personale che graviterà attorno al polo universitario e ospedaliero.

Cabinovia. Entro la fine dell’anno Genova High Tech presenterà al Comune la proposta formale di project financing. L’impianto partirà dalla nuova fermata ferroviaria Genova Aeroporto-Erzelli e raggiungerà la cima della collina in un minuto e cinquantasette secondi, con una capacità di 4.000 passeggeri all’ora per senso di marcia, alimentazione elettrica, tecnologia modulare e velocità di marcia adattabile ai flussi di traffico. L’imbarco sarà agevolato per le persone con disabilità. È l’anello che collega la ferrovia, l’aeroporto e il Parco.

I tempi dei progetti grandi

«I grandi progetti di rigenerazione urbana richiedono tempo e capacità di visione», dice Paviera, che cita CityLife a Milano e l’ex Manifattura Tabacchi a Firenze: aree rimaste ferme per anni e oggi diventate il cuore pulsante delle rispettive città. «Erzelli sta entrando esattamente in questa fase di maturazione, dove alle parole e ai piani sulla carta dovranno subentrare le opere compiute».

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