Dalla collina a San Francisco: Gene01, il robot umanoide nato dalla ricerca IIT, debutta sul palco mondiale dell’AI

Al centro congressi di San Francisco, tra gli umanoidi e i robot industriali di AMD Advancing AI 2026, c’era anche un pezzo di Genova. Gene01, il robot di Generative Bionics — la startup guidata da Daniele Pucci e nata dalla ricerca dell’IIT — ha fatto il suo debutto dal vivo negli Stati Uniti: ha camminato tra i visitatori, parlato, risposto al tatto. E ha ricevuto la visita di Lisa Su, CEO di AMD.
Cover Gene01

A San Francisco, il 22 e 23 luglio, AMD ha riunito i suoi partner per Advancing AI 2026, l’evento in cui il colosso dei semiconduttori mostra dove sta andando l’intelligenza artificiale. Quest’anno una parte consistente della risposta era fisica: umanoidi, quadrupedi, robot industriali. «Due giorni di innovazione nella physical AI», li ha definiti AMD.

In mezzo a quella vetrina globale c’era Gene01, il robot umanoide di Generative Bionics, al suo primo appuntamento dal vivo negli Stati Uniti. Per due giorni ha camminato attorno allo stand, salutato i visitatori, parlato con loro, reagendo al tatto e alla prossimità grazie alla pelle sensorizzata che ne ricopre l’intero corpo. Tra chi si è fermata allo stand c’era anche Lisa Su, CEO di AMD: su centinaia di espositori, il suo giro dell’evento ha toccato cinque stand. Uno era quello della startup genovese.

Generative Bionics è la storia di una ricerca che è diventata impresa. Guidata da Daniele Pucci, nasce dal lavoro sulla robotica umanoide dell’Istituto Italiano di Tecnologia, di cui è spin-off. A dicembre 2025 ha chiuso un round seed da 70 milioni di euro — tra i più grandi mai realizzati in Italia — con investitori come CDP Venture Capital, AMD Ventures, Duferco, Eni Next, RoboIT e Tether. Sei mesi dopo l’annuncio, Gene01 era una piattaforma umanoide pienamente funzionante, pensata per il lavoro industriale accanto alle persone: il primo accordo applicativo, con Fincantieri, la porterà nelle operazioni di saldatura nei cantieri navali.

Il legame con Genova e con la sua comunità scientifica è rivendicato pubblicamente. Rilanciando il post del debutto, Giorgio Metta, direttore scientifico dell’IIT, ha scritto: «Not too bad, IIT-ers — perché siete stati, e sarete sempre, parte della grande famiglia dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Continuate così e, come si diceva da queste parti prima che esistessero i robot umanoidi: ad maiora semper!».

È il percorso per cui il parco tecnologico scientifico esiste: sulla collina l’IIT lavora sulle tecnologie per l’uomo, e da quella ricerca nascono imprese capaci di attrarre capitali internazionali e di presentarsi sui palchi dove si decide il futuro della robotica. «And this is only the beginning», scrive Generative Bionics in chiusura del suo post. Vale per Gene01. E vale per la collina da cui questa storia è partita.

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