Il robot umanoide che cammina negli Erzelli
Daniele Pucci e il suo team hanno trascorso vent’anni all’IIT a costruire prototipi. Nel 2024 hanno fondato Generative Bionics. Nel 2025, 70 milioni di euro. Oggi GENE.01 cammina fuori dal laboratorio.
C’è un video che circola su LinkedIn da qualche mese. Un robot umanoide cammina all’aperto, non in un laboratorio. Si muove su una superficie irregolare, si adatta, non cade. Il titolo del post dice: “Italian humanoids are roaming in the wild.”
Il robot si chiama GENE.01. È stato costruito a Genova.
Vent’anni di ricerca in un’azienda
L’Istituto Italiano di Tecnologia ha un reparto di robotica umanoide attivo da oltre vent’anni. In quel reparto sono stati progettati, costruiti e testati più di sessanta prototipi di robot. Alcuni di quelli sono stati distribuiti come piattaforme di ricerca a laboratori di tutto il mondo.
Daniele Pucci è il responsabile di quel reparto. Nel luglio 2024, insieme ad Alessio Del Bue, Marco Maggiali e Andrea Pagnin, tutti ricercatori IIT, ha fondato Generative Bionics. Non è partito da zero: IIT ha concesso all’azienda licenze esclusive sulle tecnologie sviluppate in Italia nel corso di due decenni di ricerca pubblica.
Settanta ingegneri e ricercatori di intelligenza artificiale sono passati da IIT a Generative Bionics. È la più grande operazione di trasferimento tecnologico nella storia dell’istituto.

70 milioni di euro
A dicembre 2025, Generative Bionics ha chiuso un round da 70 milioni di euro. Per il settore deep tech europeo, è il round più importante dell’anno.
Hanno investito il Fondo Intelligenza Artificiale di CDP Venture Capital, AMD Ventures, Duferco, Eni Next, RoboIT e Tether.
Non è una cifra casuale. Significa che chi ha i dati per valutare questo tipo di aziende, fondi specializzati in deep tech, bracci corporate di AMD e Eni, il principale veicolo pubblico italiano per il venture, ha deciso che quello che costruisce Generative Bionics vale la scommessa.
Cosa costruisce, esattamente
GENE.01 è il primo robot umanoide progettato per lavorare in ambienti industriali reali. Non è pensato per dimostrazioni o laboratori: il lancio commerciale è previsto per il quarto trimestre del 2026.
Il sistema si basa su quello che in robotica si chiama Physical AI: l’intelligenza non è centralizzata in un processore, ma distribuita in tutto il corpo del robot. La pelle tattile copre l’intera superficie e contiene una rete densa di sensori di contatto e forza. Questo permette al robot di adattarsi in tempo reale all’ambiente fisico, di riconoscere una presa rischiosa prima che diventi un problema, di imparare direttamente dall’interazione con oggetti e persone.
“Abbiamo progettato un umanoide che è efficiente tanto quanto è intelligente, ispirato agli esseri umani in cui l’intelligenza non risiede solo nel cervello ma anche nel corpo.”
Daniele Pucci ⦁ CEO Generative Bionics — keynote AMD, CES 2026, Las Vegas
Daniele Pucci ⦁ CEO Generative Bionics — keynote AMD, CES 2026, Las Vegas
Al CES di Las Vegas, a gennaio 2026, GENE.01 è stato presentato sul palco principale durante il keynote di AMD, accanto a Lisa Su. Per una startup fondata diciotto mesi prima, è un posizionamento insolito.
Perché questa storia appartiene agli Erzelli
Generative Bionics non è nata in un garage di San Francisco né in un campus americano. È nata nei laboratori del Center for Human Technologies di IIT, che si trovano agli Erzelli.
È questo il meccanismo che un parco scientifico e tecnologico dovrebbe produrre: vent’anni di ricerca pubblica che diventano un’azienda privata, che raccoglie capitale europeo, che porta un prodotto sul mercato globale. Il tutto in un raggio di poche centinaia di metri.
GENE.01 cammina fuori dal laboratorio. Cammina su una collina di Genova.